<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=529614684370873&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Reverse factoring: cos'è e come si differenzia dal factoring tradizionale

Noto anche come factoring indiretto, il reverse factoring è un'opportunità di smobilizzo crediti particolarmente utilizzata da aziende di medie o grandi dimensioni che si trovano a gestire dei volumi di acquisto considerevoli. Si basa su un meccanismo molto simile a quello del factoring ed è focalizzato sulla gestione complessiva dei debiti di fornitura e consente di dilazionare i pagamenti, lato azienda debitrice, e anche di anticipare i crediti, lato aziende fornitrici. 

  

Differenze tra factoring diretto e factoring indiretto 

Nel “normale” factoring a rivolgersi alle piattaforme o alle banche sono soggetti creditori 

che chiedono un anticipo sui crediti vendendo le proprie fatture commerciali. Nel reverse factoring cambia il richiedente perché sono le aziende debitrici a proporre l'operazione di factoring. I soggetti che decidono di scegliere questo tipo di meccanismo per lo smobilizzo dei crediti sono solitamente clienti che, facendo leva sul proprio elevato merito creditizio, attivano una partnership con un factor o altro soggetto cessionario qualificato per favorire la cessione delle fatture dei propri fornitori. 

Anche nel reverse factoring si può scegliere tra le modalità pro-solvendo e pro-soluto, nel primo caso il factor in caso di mancato pagamento da parte del debitore, ha la possibilità di rivalersi sul cedente del credito mentre nel secondo caso il factor si assume interamente il rischio di mancato pagamento del debitore stesso. Nonostante l'operazione pro soluto abbia spesso un costo maggiore resta la preferita da molti e a tutti gli effetti la più conveniente a livello di garanzie, di valutazione del rischio e di conseguente pianificazione relativa alla liquidità aziendale. 

 

Reverse factoring e la sua evoluzione digitale   

Abilitato dalle nuove tecnologie e dalla generale ondata di digital transformation che ha cambiato le regole anche del mondo della finanza, oltre al factoring indiretto c'è anche l'advanced reverse factoring. Alla base di questa nuova opportunità di finanziamento del capitale circolante ci deve essere infatti una piattaforma tecnologica all'avanguardia che faccia evolvere il meccanismo del reverse factoring introducendo un notevole numero di informazioni operative aggiuntive che abbassano il rischio e, di conseguenza, anche il costo dei finanziamento. La digitalizzazione gioca sicuramente un ruolo importante in questa forma innovativa di factoring indiretto perché solo grazie ad essa è possibile gestire l'ampio set di dati e informazioni necessarie per andare e definire in modo dinamico il rating che premia i fornitori più virtuosi   

Un tipico caso di utilizzo di piattaforme di advanced reverse factoring è quello che vede come soggetti richiedenti aziende di medie dimensioni chiamate a gestire il pagamento di una serie di fornitori di piccole dimensioni con prestazioni logistico-produttive fondamentali ma di dimensioni limitate. Il factor, grazie all'avanzata tecnologia applicata, è in grado di controllare maggiormente il livello di rischio delle operazioni di credito avendo a disposizione senza costi elevati numerose e rilevanti informazioni sull’operatività dei fornitori direttamente dal debitore committente. Il cliente, usufruendo del advanced reverse factoring, può monitorare il proprio capitale circolante operativo netto e allo stesso tempo minimizzare il rischio di far subire una crisi di liquidità ai propri fornitori strategici che, a loro volta, potranno accedere a un costo del debito minore in modo meritocratico. 

 

Creditori e debitori: benefici per entrambi con il reverse factoring

Come tutte le soluzioni di Supply Chain Finance anche il factoring indiretto ha come primo obiettivo quello di ridurre il capitale circolante ma sarebbe riduttivo affermare che il vantaggio nel sceglierlo sia solo questo. Esistono ben altri benefici legati alle piattaforme di reverse factoring che coinvolgono sia i fornitori (creditori) sia le aziende debitrici. 

Ai primi questo tipo di factoring “a rovescio” permette di cedere la gestione di parte dei crediti ad un soggetto terzo ottenendo liquidità a costi contenuti e in modo tempestivo. La scelta è ancora più conveniente se la formula è quella del pro soluto che elimina ogni rischio legato agli inadempimenti. Dal punto di vista dell'azienda debitrice, che è poi quella che per prima si rivolge al factor, i vantaggi riguardano soprattutto la semplificazione della gestione amministrativa dei rapporti con i fornitori e la possibilità di incaricare un esterno per procedere al loro pagamento. Per un'azienda debitrice, ma con un alto credito meritizio, il reverse factoring rappresenta a tutti gli effetti il modo più veloce e pratico per supportare finanziariamente i fornitori strategici, assicurando loro un flusso di pagamenti costante e sicuro. Non si può ignorare che questo abbia un impatto forte positivo anche dal punto di vista della sostenibilità e della collaborazione all’interno dell’intera filiera oltre alla importante considerazione che, in caso di soggetti cessionari/acquirenti dei crediti con status di veicolo di cartolarizzazione, non vi sarà segnalazione in Centrale Rischi Bankit, con i conseguenti vantaggi di allegerimento delle relative esposizioni. 

 

New call-to-action

 

 

Condividilo su: