Accesso al credito PMI, cosa fare in tempi di recessione

L'emergenza sanitaria che il mondo sta affrontando, con la recessione globale che ne consegue, ha cambiato il panorama delle opportunità di accesso al credito per le PMI. Vengono varate nuove normative quando i governi cercano di porre rimedio alla crisi di liquidità del proprio tessuto economico, ma spuntano anche innovative proposte che il mondo della finanza rivolge soprattutto alle imprese di piccole e medie dimensioni, a lungo trascurate dal settore bancario. 

 

Accesso al credito PMI nella Legge di Bilancio 2021 

Tra le prime opportunità che un'azienda può trovarsi a vagliare, soprattutto per via della visibilità mediatica che ha, c'è quella relativa alle misure per il credito contenute nella Legge di Bilancio 2021La più importante consiste nella proroga di sei mesi per i prestiti garantiti da SACE e dal Fondo PMI, istituiti dal Decreto Liquidità Imprese dello scorso aprile, che dal 31 dicembre 2020 slittano a fino al 30 giugno 2021.  

La garanzia del Fondo PMI copre dal 90 al 100% del prestito, mentre quella di SACE dal 70 al 90%. Sono entrambe delle valide occasioni di accesso al credito per le PMI, ma per richiedere i prestiti garantiti da SACE esiste un vincolo: è necessario dimostrare di aver utilizzato interamente quelli coperti dal Fondo di Garanzia, fino a un tetto di 5 milioni di euro. 

Nella stessa legge, sono contemplate anche altre misure che possono essere di importanza cruciale per un'azienda che si trova a gestire il proprio bilancio in una fase di estrema incertezza globale. Ad esempio, la proroga fino al 31 giugno 2021 della moratoria mutui PMI istituita in via straordinaria dell’articolo 56 del decreto-legge 18/2020 e un'agevolazione sulla quotazione delle PMI in Borsa prevista nel 2021, che si tradurrebbe in un credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione stessa. 

 

Crediti alle PMI, i numeri di una lunga recessione 

Oltre a queste opportunità “istituzionali” nate dalla necessità di affrontare la crisi legata alla pandemia, ce ne sono altre che il mondo della finanza ha messo in campo in tempi non sospetti e che oggi più che mai possono diventare una risposta all'esigenza di liquidità che molte imprese si trovano ad affrontare. Questo perché il problema dell'accesso al credito si riscontrava già da anni nell'ecosistema delle PMI italiane.   

Modefinace, la prima agenzia di rating fintech in Europa, ha effettuato un'analisi su un campione di 50.000 piccole e medie imprese da cui è emerso infatti che a giugno del 2019 i prestiti bancari alle imprese non finanziarie hanno registrato un -6,4% sull’anno precedente, ovvero 45 miliardi di crediti in meno in 12 mesi. Non solo: in Italia, nel 2018, i prestiti alle PMI sono calati del 5% rispetto all’anno precedente e nel periodo compreso tra il 2010 e il 2017, i finanziamenti si sono ridotti complessivamente di 57 miliardi. 

In questo scenario di evidente carenza di strumenti tradizionali per l'accesso al credito dedicati alle PMI, sono nate una serie di piattaforme innovative proposte dal mondo fintech che hanno come target principale proprio le aziende di piccole dimensioni e che sui loro bisogni hanno costruito il proprio business.   

 

Strumenti alternativi per l'accesso al credito 

Il fintech si è dimostrato subito attento alle esigenze delle aziende e ha messo in campo soluzioni efficaci e veloci sia per trasferire che per aumentare le risorse disponibili con tempi medi di erogazione di 2-3 giorni e iter di delibera snelli e nativi digitali, oltre al vantaggio di poter fare tutto da remoto trattandosi di strumenti digitali al 100%. 

Secondo i dati del Politecnico di Milano, contenuti nel 3° Report sulla Finanza Alternativa per le PMI, da luglio 2018 a giugno 2019 le risorse mobilitate dalla finanza alternativa alle PMI in Italia sono state di circa 2,67 miliardi di euro contro i 2,56 miliardi di euro del periodo precedente, con una crescita anno su anno pari al 4%. Assieme a private equity, venture capital, tra i maggiori canali alternativi di accesso al credito per le PMI italiane si sono posizionate le piattaforme di invoice trading che permettono lo smobilizzo di fatture commerciali attraverso il web. 

 

Come funziona l'invoice trading e vantaggi 

Tutte le aziende che hanno crediti commerciali pagabili generalmente a 30-60-90-120 giorni e necessitano di liquidità immediata trovano nell'invoice trading lo strumento ottimale per garantirsi un flusso di cassa continuo. La cessione di una fattura avviene online attraverso piattaforme dedicate, che di volta in volta assegnano un rating sulla base di alcuni indicatori - incrociando i dati a disposizione con quelli presenti nelle banche dati di alcuni provider - e poi ne propongono l'acquisto a degli investitori che verseranno subito un importo pari a circa l’85-90% del corrispettivo, mentre il saldo sarà liquidato al pagamento della fattura. 

Oltre alla rapidità, alla semplicità, alla flessibilità e alla trasparenza dei costi di questo strumento di accesso al credito per le PMI, è necessario tener conto anche di altri vantaggi meno evidenti ma di primaria importanza per tutte quelle realtà che si trovano ad affrontare un periodo di recessione. Se si decide di vendere le proprie fatture attraverso una piattaforma di invoice trading pro soluto, ad esempio, non sono richieste garanzie personali o finanziarie e non si corre più il rischio di insolvenza. Non viene inoltre trasmessa alcuna segnalazione in Centrale Rischi e ciò significa che l’azienda può fare un utilizzo alternativo del credito bancario ancora disponibile.

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