Soluzioni fintech e commercialisti: con l’invoice trading supporti i tuoi clienti

I commercialisti possono diventare dei consulenti finanziari evoluti per le aziende clienti grazie alle soluzioni fintech, in grado di ottimizzare i flussi di cassa, programmare la crescita e contrastare i rischi di credito, di transizione e di climate change, come emerso nell’ultimo Rapporto Regionale PMI 2022 Cerved.

Soluzioni fintech e commercialisti: il ruolo di una consulenza finanziaria evoluta

“In una economia già debilitata dall’impatto della pandemia, che ha interrotto la lenta ripresa delle PMI italiane (fatturati -8,6% nel 2020), ci sono anche dei segnali positivi per il 2021: il fatturato è previsto in crescita dell’8,1%. Questo significativo incremento dei ricavi non basta però a colmare il gap accumulato rispetto al periodo pre-Covid (-1,2% rispetto ai livelli del 2019)”. (Fonte: Rapporto Regionale PMI 2022 – Cerved)

In questa prospettiva, il ritorno a un incremento dei ricavi aziendali è sicuramente un segnale positivo che, però, agisce in uno scenario di congiuntura economica e geopolitica sfavorevole. Il tessuto economico del nostro Paese, formato per gran parte da PMI, è oggi messo a rischio proprio nella fragilità della sua ripresa. Anche a causa del caro energia che, come denuncia Confartigianato, “mette a rischio 881.264 micro e piccole imprese con 3.529.000 addetti, pari al 20,6% dell’occupazione del sistema imprenditoriale italiano”.

Il contesto appena delineato e tratto dall’ultimo rapporto Cerved dedicato alle PMI – realizzato da Confindustria e Cerved in collaborazione con Unicredit per esaminare le performance economico-finanziarie delle circa 160 mila società di capitale italiane che rientrano nella definizione europea di PMI – mette in luce il nuovo ruolo delle soluzioni fintech che, specialmente per il commercialista, garantiscono nuovi strumenti per fornire una consulenza finanziaria evoluta alle piccole e medie imprese italiane.

Per garantire sostegno alla competitività delle imprese, vero motore per la ripresa del Paese, occorrono infatti rapide manovre economiche di sistema, oltre a un accesso alla liquidità che, accanto ai canali tradizionali, può essere potenziato dalle piattaforme digitali.

Questi strumenti consentono al professionista di affiancare le aziende nel ciclo della liquidità e di indirizzarle verso soluzioni innovative, attraverso la formulazione di una strategia basata sulla certezza degli incassi garantita dall’invoice trading.

Dunque, si tratta di quella continuità di flusso diventata fondamentale per rispondere alle contingenze immediate e per programmare gli investimento e lo sviluppo del business sul medio-lungo periodo.

Soluzioni fintech: come impiegarle per prevenire il rischio di credito

Le PMI a rischio di credito sono 17.479 (l’11,4% del totale), con un’esposizione verso le banche di circa 32,3 miliardi di euro (il 12,4%)”. (Fonte: Rapporto Regionale PMI 2022 – Cerved)

Con il ricorso a soluzioni fintech idonee al suo caso, il commercialista può diventare un advisor finanziario a tutti gli effetti, operando anche prima della fase di cessione del credito commerciale.

In questo modo, può garantire alle PMI il monitoraggio completo e trasparente di tutti gli step relativi alle fatture emesse e la definizione di strategie efficaci per una gestione equilibrata della liquidità aziendale in termini di prevenzione del rischio di credito.

Infatti, i nuovi strumenti operativi messi a disposizione dal fintech consentono di affiancare le aziende nel ciclo della liquidità e mettono nelle mani del professionista le risorse tecnologiche per pianificare una gestione finanziaria equilibrata del presente e del futuro.

In quest’ottica, per agevolare il commercialista nella gestione del rischio di credito e nello sviluppo del suo business, si rivela essenziale ricorrere a piattaforme professionali, riconosciute sul mercato e con importanti investitori alle spalle, che non richiedono forme di abbonamento né numeri minimi di fatture da cedere. Si tratta di sistemi semplici, immediatamente integrabili in tutti i database e in grado di automatizzare rapidamente flussi e processi, con la garanzia di massima trasparenza sui costi e sulla gestione del credito e il monitoraggio in real time di ogni fattura nel portafoglio.

Soluzioni fintech: come impiegarle per affrontare rischi di mercato inediti

Il numero di PMI che presentano un rischio fisico legato al climate change è pari a 16.523 società (10,8%), con 22,3 miliardi di euro di indebitamento complessivo (8,6% del totale)”. (Fonte: Rapporto Regionale PMI 2022 – Cerved)

Le soluzioni fintech garantiscono ai commercialisti le tecnologie necessarie per agevolare le PMI nella programmazione dei finanziamenti indispensabili alla crescita e alla definizione di strategie di risposta e resilienza di fronte alle nuove sfide che già incidono sugli investimenti aziendali.

Con l’anticipo fatture fino al 90% dell’importo finale senza meccanismi d’asta, l’invoice trading fornisce un accesso semplice e immediato alla liquidità, sia per il riscontro sulla fattibilità dell’intervento sia per la sua successiva erogazione.

Anche per consentire interventi rapidi e strutturali di fronte a rischi di mercato del tutto nuovi – come quelli connessi al cambiamento climatico – le piattaforme di finanza complementare operano con minori vincoli di natura patrimoniale e normativa, consentendo alle aziende e ai professionisti che ne accompagnano le scelte di diversificare le fonti di finanziamento, senza attingere in modo esclusivo dalle linee di credito tradizionali.

Ma non solo. Per realtà imprenditoriali di qualsiasi dimensione viene facilitata l’integrazione dell’operatività all’interno di ERP e gestionali, così da consentire interventi in tempo reale e regolarizzare il pagamento di dipendenti e fornitori per contribuire a stabilizzare il flusso di cassa aziendale e migliorare la pianificazione nel ciclo della liquidità.

Soluzioni fintech: come supportano la transizione verso una crescita aziendale più sostenibile

A livello complessivo, le PMI che operano in settori a rischio di transizione alto o molto alto sono poco più di 16 mila (il 10,6%), impiegano 478 mila addetti (l’11,0%) e presentano un’esposizione verso il sistema creditizio di oltre 44 miliardi (il 17,1%)”. (Fonte: Rapporto Regionale PMI 2022 – Cerved)

Ha un certo costo l’intero processo di adeguamento delle infrastrutture e delle procedure aziendali, reso necessario dall’evoluzione verso un sistema economico a zero emissioni nette e sostenibile. La transizione delle aziende in chiave sostenibile è prioritaria, ma va progettata anche a livello di investimenti: il commercialista, nel suo ruolo inedito di advisor attraverso le soluzioni fintech, può contribuire concretamente a costruire una pianificazione idonea.

La cessione del credito commerciale, sia a breve termine con l’acquisto delle fatture che a medio e lungo termine in collaborazione con un fondo di investimento, perfeziona soluzioni in pro-soluto. Sono fondamentali per ottenere un accesso alla liquidità stabile nel tempo e per strutturare investimenti lungo un percorso di sostenibilità, sia in autonomia che in combinazione con la finanza tradizionale. Al contempo, viene ceduta anche la responsabilità sulla solvibilità di ogni debitore.

La stabilizzazione ottimale dei flussi di cassa si basa sul fattore tempo e sulla flessibilità: le procedure fintech d’ingresso e la gestione delle fatture consentono una risposta molto agile alle esigenze di liquidità. Inoltre, i servizi per commercialisti possono sovrintendere la scelta di quali e quante fatture anticipare e verso quali clienti, senza alcun vincolo, proprio là dove banche o società di factoring spesso impongono la cessione dell’intero fatturato. E senza alcuna segnalazione in Centrale Rischi. Appare chiaro, allora, come il fintech si riveli l’alleato ideale per i commercialisti che desiderano accompagnare le imprese clienti nel loro percorso di crescita, con soluzioni mirate sulle loro esigenze.

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