Cessione fatture: ottimizza il capitale circolante con CrescItalia

In un momento storico in cui le aziende vivono una crisi segnata dalle conseguenze della pandemia, è importante fornire loro strumenti per migliorare la gestione della liquidità, con alternative che impattino anche sul capitale circolante. La cessione fatture, in questo particolare contesto, può essere l’ideale per chi ha crediti commerciali esigibili da debitori solidi, perché risponde alle diverse esigenze del mondo imprenditoriale e lo fa in modo efficace grazie a strumenti innovativi e semplici come quelli proposti dal mondo fintech.

 

Capitale circolante: cos’è e come si calcola

Anche se la prima reazione dell’imprenditore può essere quella di concentrarsi sulle componenti reddituali del business, è importante in questo momento di incertezza ampliare l’approccio

focalizzandosi anche su quelle patrimoniali del bilancio e, attraverso l’ottimizzazione del capitale circolante, riuscire a liberare le risorse necessarie per garantire la stabilità.

La cessione fatture può essere la strada ottimale da intraprendere perché agisce su entrambi gli aspetti, sia su quello economico, generando liquidità immediata, sia su quello patrimoniale, alleggerendo il capitale circolante e risparmiando all’imprenditore altri percorsi finanziari spesso lunghi e complessi che finiscono con l’avere un forte impatto sulla vita dell’azienda.

Per comprendere meglio come e perché agire in questa direzione possiamo definire il capitale circolante netto come la differenza tra le attività correnti (crediti verso clienti, rimanenze finali, cassa, ratei e risconti attivi) e le passività correnti (debiti verso fornitori, altri debiti legati all’operatività aziendale, ratei e risconti passivi). È necessario fare in modo che il risultato di tale calcolo sia al minimo livello possibile perché rappresenta il fabbisogno finanziario netto dell’impresa: se è negativo significa quindi che l’azienda è in grado di autofinanziarsi, se è positivo invece segnala la necessità di usufruire di una forma di finanziamento come la cessione fatture che procuri liquidità immediata senza troppi rischi o vincoli.

 

Come ottimizzare il capitale circolante: 3 possibili interventi

Esistono diverse tipologie di interventi finalizzati all’ottimizzazione del capitale circolante da valutare di volta in volta perché possano essere contestualizzati a seconda delle caratteristiche e dell’andamento del settore in cui si opera. In generale possono essere divisi in tre tipologie, quelli riguardanti i fornitori, il magazzino o i clienti.

Nel primo caso ciò su cui si va ad agire sono i debiti dell’azienda che può cercare prima di tutto di negoziare una dilazione dei pagamenti valutando il trade-off rispetto agli sconti ottenibili ma può anche cogliere l’occasione per semplificare la base dei fornitori, riorganizzarne le politiche e rivedere il processo di pagamento.

Per quanto riguarda il magazzino, l’attenzione ruota attorno alle rimanenze: si può intervenire sulle SKU (Stock Keeping Units) applicando una rotazione più lenta ma anche rivedere la pianificazione della produzione, i punti di riordino e gli stock di sicurezza e delle EOQ (Economic Order Quantity) in modo che la gestione generale risulti più efficiente.

Guardando ai clienti, potrebbe essere utile effettuarne una segmentazione per identificare i cattivi pagatori, rivedendo anche le procedure d’incasso alla luce dell’ondata di innovazione registrata nella gestione dei pagamenti e prevedendo degli sconti sull'anticipo saldi per minimizzare insoluti e ritardi.

 

Cessione fatture per ottimizzare il capitale circolante

Uno degli strumenti a disposizione delle imprese che impatta sia sul rapporto con i clienti sia su quello con i fornitori, ottimizzando anche la gestione delle scorte, sono le piattaforme di cessione fatture. Si tratta di una strada valida per garantire alla propria azienda un cash flow regolare e continuo anche in tempi di credit crunch e di aumento dei ritardi nei pagamenti. Questo tipo di soluzione consiste nella vendita dei propri crediti commerciali non scaduti attraverso una piattaforma on line che a sua volta li propone a investitori professionali in grado di acquistarli e, nel giro di pochi giorni, anticipare già l’85-90% dell’importo finale. Con la cessione fatture pro soluto il rischio di insolvenza è totalmente a carico dell’investitore per cui l’azienda riesce ad ottenere liquidità immediata neutralizzando il rischio di insolvenza.

Questo strumento riduce il capitale circolante rendendo più efficiente l’intera gestione del cash flow e aiutando l’impresa anche sotto altri aspetti, ad esempio migliorandone la posizione finanziaria netta e il ROI, indicatori importanti per il rating da cui può dipendere la concessione di un finanziamento da parte delle banche.

 

Certezza e continuità nella cessione fatture con CrescItalia

In questo contesto si inserisce l’attività di Crescitalia, tra i più importanti Advisor fintech specializzati nella cessione fatture, che si contraddistingue per via della certezza e della velocità con cui è in grado di fornire liquidità alle aziende cedenti.

Crescitalia è in grado di garantire, oltre a un’approfondita conoscenza sia del mondo delle PMI sia di quello finanziario, una continuità di rapporto fra i due settori, ponendosi come cardine. Agendo direttamente per nome e per conto degli investitori, infatti, una volta che il credito da cedere e il debitore ottengono una valutazione positiva da parte di CrescItalia, l’imprenditore ha la certezza che verrà acquistato dagli investitori che essa rappresenta.

Altri vantaggi sono la trasparenza sui costi, comunicati in modo chiaro, e l’assenza di segnalazioni alla Centrale Rischi, che permette a un’azienda che cede le proprie fatture di continuare a usufruire delle linee di credito eventualmente già in essere e di chiederne di nuove.

 

Per approfondire il metodo Crescitalia, consultare la pagina a questo link.

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